Mangialardi sul Ponte Garibaldi: “Mercoledì ne parliamo con i cittadini”
“Serve una visione complessiva per il futuro del centro storico di Senigallia”
Di MAURIZIO MANGIALARDI*
SENIGALLIA – Mercoledì 14 ottobre alle ore 18, al Caffè Ghinelli di Senigallia, un incontro aperto per confrontarsi sul futuro di Ponte Garibaldi e del centro storico.
«La bella partecipazione alla manifestazione promossa lo scorso 3 ottobre dalle associazioni ambientaliste che hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato conferma quanto questa vicenda sia sentita dalla città. Una mobilitazione alla quale ho aderito e partecipato, che merita ascolto e soprattutto risposte.
Nella stessa giornata ho partecipato all’inaugurazione del nuovo Ponte del Coppetto, insieme anche al sindaco di Senigallia. Credo che vedere concretamente un’opera di quelle caratteristiche abbia consentito a tutti di comprendere quale sarebbe l’impatto di una struttura analoga nel cuore del nostro centro storico.
Basta immaginare quelle dimensioni, l’impalcato, le strutture superiori e le rampe sopraelevate davanti alla Filanda e lungo via Rossini per rendersi conto che non stiamo semplicemente decidendo come attraversare il Misa, ma quale assetto vogliamo dare a una parte fondamentale della nostra città per i prossimi decenni.
La sentenza del Consiglio di Stato arriverà e naturalmente andrà rispettata. Ma una cosa è il pronunciamento della giustizia amministrativa sulla legittimità degli atti e del procedimento, altra cosa è la responsabilità della politica di decidere quale opera sia più adatta alla città. Sono due piani profondamente diversi, che non possono e non devono essere confusi. Qualunque sia l’esito della sentenza, resterà aperta la questione della compatibilità urbanistica, dell’impatto sul centro storico e soprattutto della visione di città che vogliamo perseguire.
Non accetto l’approccio semplificatorio di chi vorrebbe “buttarla in politica”, riducendo tutto a uno scontro ideologico, come se il ponte fosse di destra o di sinistra.
C’è in gioco il futuro della città e temi complessi che andrebbero affrontati con responsabilità e attenzione.
Nel frattempo, a livello nazionale, sono stati avviati i lavori del tavolo tecnico presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che sta valutando le problematiche emerse nei territori alluvionati rispetto all’applicazione delle norme del 2018. Un ulteriore elemento che conferma la necessità di approfondire ogni aspetto tecnico, senza considerare definitivamente chiusa la discussione.
Tenendo conto di tutte le possibili soluzioni finora avanzate, che meritano di essere valutate e approfondite, una certezza però esiste: l’alternativa concreta, sicura e immediatamente perseguibile è quella di un ponte ciclopedonale. Una soluzione che può essere immediatamente tradotta in un progetto concreto e realizzabile in tempi celeri.
Una struttura progettata per garantire la piena sicurezza idraulica, più leggera, meno invasiva, capace di ricucire le due parti della città senza stravolgere via Rossini, lungo la quale si trova anche un istituto scolastico per il quale è previsto un ampliamento delle aule e, conseguentemente, un aumento della popolazione studentesca, e senza compromettere l’area della Filanda.
Non una rinuncia, ma un’opportunità straordinaria, se inserita in una visione complessiva del centro storico.
Un ponte ciclopedonale, un sistema di parcheggi a corona e una nuova organizzazione della mobilità possono rappresentare insieme un grande progetto di riqualificazione e rilancio della città.
E proprio il parcheggio in struttura nell’area dello stadio potrebbe rappresentare il primo intervento concreto di questa strategia, insieme agli altri parcheggi a corona del centro storico. Un sistema di sosta capiente, facilmente raggiungibile e collegato attraverso percorsi pedonali e ciclabili sicuri alle principali piazze, alle vie commerciali e ai luoghi di maggiore interesse della città.
Anche le risorse oggi destinate al ponte dovrebbero essere considerate in questa prospettiva, verificando tutte le possibilità per utilizzarle all’interno di un progetto complessivo.
Perché dobbiamo distinguere finalmente tra accessibilità del centro storico e attraversamento automobilistico. Non sono la stessa cosa. Le attività commerciali hanno bisogno di persone che possano raggiungere facilmente il centro, di parcheggi vicini, di percorsi accessibili e sicuri. Non necessariamente di automobili che lo attraversino.
Non dobbiamo rinunciare all’accessibilità del centro, dobbiamo migliorarla. E possiamo farlo senza compromettere la qualità urbana e il patrimonio storico della città.
Il Comune, che sarà il proprietario dell’opera, può svolgere un ruolo determinante nel promuovere una soluzione condivisa. Non è una responsabilità che appartiene esclusivamente alla Regione o alla struttura commissariale. Ci sono ancora le condizioni per aprire un confronto serio e costruire una proposta che metta insieme sicurezza idraulica, qualità urbana, mobilità e sviluppo economico.
Continuo a pensare che quel ponte, così come è stato progettato, in quel punto non si possa fare. Insieme, abbiamo la possibilità di indicare quale alternativa vogliamo costruire.
*Consigliere regionale Partito Democratico delle Marche
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