“Superiamo la pinofobia: a Senigallia i grandi pini sono un patrimonio da conoscere, gestire e proteggere”
SENIGALLIA – Da Riforestiamo Senigallia, Comitato Alberi in città, Comitato residenti di via Capri riceviamo: “Riforestiamo Senigallia, in collaborazione con il Comitato Alberi in città e il Comitato residenti di via Capri, lancia un appello per la tutela dei pini storici della città e promuove una petizione rivolta all’Amministrazione comunale. Prima di abbattere, occorre conoscere, valutare e cercare le soluzioni.
Firma anche tu la petizione: https://c.org/fhvhqdgdCm
I grandi pini fanno parte della storia, del paesaggio e dell’identità di Senigallia.
Sono i pini del lungo Misa, dell’area dell’Ospedale, quelli di Viale Anita Garibaldi, quelli delle frazioni, come i pini di Via Capri a Marzocca, e le alberature che accompagnano le nostre strade, i viali e i complessi storici, soprattutto nei contesti interessati da tutela paesaggistica.
Questo appello nasce da una necessità precisa: informare correttamente sui pini e superare i pregiudizi che possono portare a considerarli, quasi per definizione, alberi pericolosi o incompatibili con la città.
Possiamo chiamare questo fenomeno “pinofobia”, basato sulla disinformazione.
Non significa negare i problemi o sostenere che un pino sia sempre sicuro. Significa chiedere che ogni albero venga conosciuto, valutato e gestito per quello che realmente è, senza generalizzazioni, e riconoscere che come per tutte le situazioni, l’annullamento totale del rischio non esiste.
Un pregiudizio non può sostituire una valutazione tecnica.
Chiediamo al Sindaco, agli Assessori e al Comune di Senigallia di aprire una nuova stagione di attenzione verso i grandi pini e il patrimonio arboreo della città.
Chiediamo di:
- Tutelare i pini storici del lungo Misa, dell’area dell’Ospedale e di Viale Anita Garibaldi.
- Salvaguardare i pini delle frazioni, a partire da quelli di Via Capri a Marzocca, già vincolo paesaggistico, e gli alberi presenti nei contesti di particolare valore paesaggistico e storico.
- Censire i grandi alberi, i viali alberati e i complessi storici di particolare valore ambientale e paesaggistico.
- Considerare l’abbattimento l’ultima soluzione, non la prima.
- Garantire che ogni eventuale abbattimento sia preceduto da una valutazione tecnica individuale, documentata e verificabile.
- Valutare sempre le alternative: monitoraggio, cure arboricolturali, interventi sulle radici e sul terreno, modifica delle pavimentazioni e soluzioni progettuali.
- Applicare pienamente le disposizioni del Regolamento del Verde di Senigallia, utilizzando gli strumenti tecnici che esso stesso prevede.
- Adottare un protocollo comunale specifico per la tutela dei pini storici.
- Promuovere una corretta informazione sui pini, coinvolgendo cittadini, associazioni, tecnici e professionisti.
- Garantire ai cittadini un’informazione chiara prima degli interventi che comportino il rinnovo o l’abbattimento di alberate di particolare valore.
LA PINOFOBIA: SUPERIAMO I PREGIUDIZI SUI PINI
“Il pino è inadatto alla città”: Non esiste una regola generale secondo cui il pino sia incompatibile con l’ambiente urbano. I pini sono presenti da lungo tempo nelle città e nei paesaggi italiani e fanno parte dell’identità di moltissimi luoghi. La valutazione deve riguardare la singola pianta, la specie, l’età, le condizioni strutturali e sanitarie, il terreno e il contesto.
“Il pino ha radici pericolose”: le radici possono creare problemi a strade e marciapiedi. Questo problema, causato da pavimentazioni inappropriate, non significa automaticamente che l’albero debba essere abbattuto. Compattazione del terreno, impermeabilizzazione, carenza di ossigeno e acqua e progettazione degli spazi possono contribuire ai conflitti tra radici e pavimentazioni. La domanda deve essere: dobbiamo eliminare l’albero o possiamo modificare ciò che gli sta intorno?
“Il pino non resiste al vento”: la stabilità di un albero non può essere giudicata soltanto dalla specie. Deve essere valutata caso per caso, considerando chioma, struttura, apparato radicale, terreno, esposizione e condizioni del sito.
“Il pino deve essere potato”: la potatura non deve essere automatica. Il Regolamento del Verde di Senigallia stabilisce che un albero correttamente piantato e coltivato non necessita di potatura e prevede gli interventi in presenza di specifiche esigenze. La potatura deve quindi avere una motivazione tecnica. Potare non significa automaticamente rendere un albero più sicuro, al contrario se fatta male lo danneggia e lo indebolisce.
“Il pino è pericoloso”: ogni grande albero comporta un certo livello di rischio. Per questo deve essere monitorato e gestito. Ma rischio non significa automaticamente abbattimento. Il rischio zero in natura non esiste. La questione è capire quale sia il rischio reale e quali interventi possano ridurlo.
“Se le radici sollevano il marciapiede bisogna abbattere”: non necessariamente. Esistono tecniche per conoscere e proteggere gli apparati radicali, intervenire sul terreno e modificare le pavimentazioni. Tra queste rientra anche AIRSPADE®, previsto dallo stesso Regolamento del Verde di Senigallia per determinati interventi nell’area radicale.
“Con il cambiamento climatico i pini non servono più”: in una città sempre più esposta al caldo intenso e prolungato, le grandi chiome rappresentano una risorsa preziosissima e insostituibile. Gli alberi adulti offrono ombra, raffrescamento e servizi ecosistemici, contribuendo alla qualità degli spazi urbani. Perdere un grande albero significa perdere una risorsa che non può essere ricostruita in pochi anni.
COSA DICE DAVVERO IL REGOLAMENTO DEL VERDE DI SENIGALLIA
Questo punto è fondamentale. Non chiediamo al Comune di ignorare le regole. Chiediamo che vengano applicate pienamente le regole che il Comune stesso si è dato.
Il Regolamento del Verde di Senigallia contempla espressamente diverse specie di pino, tra cui Pinus pinea, Pinus pinaster e Pinus halepensis. Il Pinus pinea, il pino domestico, è classificato tra gli alberi di prima grandezza e nell’Allegato B viene indicata, per le alberate stradali, un’età di servizio di 80–100 anni. Il Regolamento riconosce inoltre l’importanza delle alberature stradali e dei viali con antiche piantagioni.
Articolo 6 – Potature: l’art. 6 stabilisce che un albero correttamente piantato e coltivato non necessita di potatura e disciplina gli interventi sulla base di specifiche esigenze di sicurezza, salute, stabilità o interferenza. Per le piante di particolare rilevanza è prevista la valutazione di un tecnico esperto.
Articolo 7 – Capitozzature: il Regolamento limita fortemente la capitozzatura degli alberi ad alto fusto e ne riconosce gli effetti negativi sulla pianta e sulla sua funzione ornamentale, ambientale e paesaggistica.
Articolo 8 – Abbattimenti: per gli alberi soggetti alle disposizioni di tutela previste dal Regolamento, l’abbattimento richiede normalmente una perizia tecnico-agronomica redatta da un tecnico competente, salvo i casi particolari previsti dal Regolamento. Questo principio è fondamentale: l’abbattimento non dovrebbe essere una decisione generica sulla specie, ma una decisione motivata sulla singola pianta.
Articolo 10 – Radici e AIRSPADE: l’art. 10 disciplina gli scavi nell’area radicale e stabilisce che gli interventi debbano essere eseguiti evitando, per quanto possibile, il taglio delle radici. Per determinate situazioni il Regolamento prevede espressamente l’utilizzo di AIRSPADE, una tecnica che consente di mettere in evidenza le radici e intervenire nel terreno cercando di salvaguardarle. Questo dimostra che il conflitto tra radici e infrastrutture può essere affrontato anche attraverso strumenti tecnici di gestione, non soltanto con l’abbattimento.
Articolo 13 – Alberate lungo la viabilità: l’art. 13 considera i filari che costituiscono i viali alberati come elementi unitari. Potature, diradamenti, abbattimenti e sostituzioni devono essere valutati considerando la situazione statica, fitosanitaria e l’età dell’intera alberata. Il Regolamento prevede inoltre, prima del rinnovo di un’alberata o di parte di essa, una capillare attività di informazione ai cittadini. Nei contesti storici e turistici viene richiamata anche la necessità di salvaguardare la valenza estetica e l’immagine d’insieme.
Il messaggio è chiaro: il Regolamento del Verde di Senigallia non tratta il pino come un nemico della città. Prevede strumenti per conoscerlo, curarlo, proteggerne le radici, limitarne le potature improprie, valutarne tecnicamente l’abbattimento e conservare il valore delle alberate.
Per questo chiediamo che tali strumenti vengano applicati pienamente.
I GRANDI PINI SONO UN PATRIMONIO
Un grande pino non è semplicemente un elemento ornamentale. È parte del paesaggio, della memoria dei luoghi e dell’identità urbana. Offre ombra, contribuisce al raffrescamento, sostiene la biodiversità e fornisce servizi ecosistemici. E possiede un valore che aumenta con il tempo. Un pino adulto non può essere sostituito semplicemente piantando un alberello. Dobbiamo piantare nuovi alberi, ma dobbiamo anche conservare quelli adulti che abbiamo già.
La vera politica del verde deve fare entrambe le cose: piantare il futuro e proteggere il patrimonio esistente.
PINI E STRADE POSSONO CONVIVERE
Strade, marciapiedi e alberi non sono necessariamente elementi incompatibili.
Quando un pino entra in conflitto con un’infrastruttura, chiediamo che vengano valutate, prima dell’abbattimento, tutte le alternative tecnicamente possibili:
- monitoraggio della stabilità;
- corretta manutenzione;
- interventi sul terreno e sulle radici;
- decompattazione e ossigenazione del suolo;
- AIRSPADE®;
- modifica delle pavimentazioni;
- superfici drenanti e permeabili;
- soluzioni progettuali che permettano alle radici di svilupparsi senza compromettere la sicurezza.
Non sempre dobbiamo scegliere tra l’albero e la strada.
Possiamo progettare una città capace di convivere con i suoi alberi adulti.
LE LEGGI E I PRINCIPI DI TUTELA
La tutela degli alberi, del verde urbano, della biodiversità e del paesaggio trova fondamento in un quadro normativo importante, tra cui:
- Articolo 9 della Costituzione, che tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni;
- Legge 10/2013, sullo sviluppo degli spazi verdi urbani;
- Lgs. 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio;
- DM 63/2020 – CAM, per la gestione del verde pubblico;
- Regolamento UE 2024/1991, sul ripristino della natura e sul rafforzamento del verde urbano.
A questi si aggiunge il Regolamento del Verde del Comune di Senigallia, che traduce questi principi in regole concrete per la gestione del patrimonio arboreo cittadino.
NON ABBATTIAMO PER PAURA CIÒ CHE POSSIAMO IMPARARE A GESTIRE
Non chiediamo di ignorare i problemi.
Chiediamo di conoscerli e affrontarli con competenza, distinguendo il rischio reale dal pregiudizio.
Non chiediamo che ogni pino venga conservato a qualunque costo.
Chiediamo qualcosa di più semplice e più serio: che ogni grande pino venga conosciuto, valutato e gestito prima di essere abbattuto.
Perché un albero adulto non si sostituisce con una promessa.
Servono decenni per ricreare ciò che oggi possiamo ancora proteggere.
SENIGALLIA PUÒ RIQUALIFICARSI SENZA CANCELLARE LA PROPRIA STORIA.
PINI E STRADE POSSONO CONVIVERE. INFORMIAMOCI. SUPERIAMO LA PINOFOBIA.
PRIMA DI ABBATTERE, CERCHIAMO LE SOLUZIONI.
FIRMIAMO PER IL FUTURO VERDE DI SENIGALLIA.
LINK ALLA PETIZIONE SU CHANGE.ORG: https://c.org/fhvhqdgdCm
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